Una svolta importante per soci lavoratori di Srl iscritti alla Gestione Commercianti o Artigiani
Con sei recenti sentenze depositate il 16 e 17 settembre 2026 (nn. 25377, 25378, 25383, 25465, 25466 e 25467), la Corte di Cassazione ha espresso un principio destinato ad avere effetti rilevanti per migliaia di soci di società a responsabilità limitata.
Secondo i giudici, i soci lavoratori di Srl iscritti alla Gestione Commercianti o Artigiani non sono tenuti a versare contributi previdenziali sugli utili che la società decide di accantonare a riserva, qualora la società non abbia optato per il regime della trasparenza fiscale.
Si tratta di un orientamento particolarmente significativo perché potrebbe consentire a molti contribuenti di richiedere il rimborso dei contributi INPS versati in eccesso negli anni passati.
Il principio affermato dalla Cassazione
La controversia nasce dalla determinazione della base imponibile previdenziale dei soci di Srl che partecipano abitualmente e prevalentemente all’attività aziendale.
L’INPS ha spesso sostenuto che i contributi dovessero essere calcolati anche sulla quota di utili maturati dalla società e attribuibili al socio in base alla propria partecipazione, anche se tali utili non erano stati distribuiti ma semplicemente accantonati a riserva.
La Cassazione ha invece chiarito che esiste uno stretto collegamento tra disciplina fiscale e disciplina previdenziale: la base imponibile contributiva deve essere costituita esclusivamente dai redditi effettivamente dichiarati ai fini IRPEF dal socio.
Di conseguenza, quando una Srl ordinaria accantona gli utili a riserva e non li distribuisce ai soci, tali somme non rappresentano reddito imponibile IRPEF in capo al socio e pertanto non possono costituire base imponibile previdenziale.
Quando il principio non si applica
Le sentenze riguardano esclusivamente le Srl che non hanno adottato il regime della trasparenza fiscale.
Nel caso di società trasparenti, infatti, il reddito viene imputato direttamente ai soci indipendentemente dalla percezione effettiva e concorre alla formazione del reddito personale ai fini IRPEF. In tali circostanze continua quindi a sussistere la rilevanza previdenziale del reddito attribuito.
Possibilità di recuperare i contributi versati
L’aspetto di maggiore interesse pratico è rappresentato dalla possibilità di ottenere il rimborso dei contributi INPS versati in misura eccedente rispetto ai minimali contributivi.
Per molti soci lavoratori, negli anni passati i contributi sono stati determinati assumendo come base imponibile anche utili destinati a riserva. Alla luce del nuovo orientamento della Cassazione, tali versamenti potrebbero risultare non dovuti.
La procedura passa generalmente attraverso:
- verifica delle dichiarazioni fiscali presentate negli anni interessati;
- analisi del quadro RR dei modelli Redditi Persone Fisiche;
- ricostruzione degli utili accantonati e dei contributi versati;
- presentazione delle dichiarazioni integrative ove necessarie;
- richiesta di rimborso all’INPS delle somme indebitamente versate.
In molti casi sarà possibile riesaminare annualità ancora aperte, arrivando fino ai modelli Redditi relativi al periodo d’imposta 2020.
Attenzione alle tempistiche
- La valutazione va effettuata tempestivamente, poiché le richieste di rimborso sono soggette a specifici termini di decadenza e prescrizione.Ogni posizione deve essere analizzata singolarmente considerando:
- la percentuale di partecipazione del socio;
- la presenza o meno della trasparenza fiscale;
- gli utili prodotti e accantonati;
- i contributi effettivamente versati;
- le annualità ancora recuperabili.
Per questo motivo è importante procedere con un’analisi preventiva prima di intraprendere qualsiasi iniziativa nei confronti dell’INPS.
Le possibili conseguenze per il futuro
Le pronunce della Cassazione potrebbero incidere anche sulle future scelte societarie e fiscali. In particolare, molti soci e professionisti stanno rivalutando la convenienza del regime di trasparenza fiscale in relazione agli effetti previdenziali che ne derivano.
Si attendono inoltre chiarimenti ufficiali da parte dell’INPS per comprendere come dovranno essere trattati, ai fini contributivi, gli utili accantonati oggi e distribuiti in esercizi successivi.
Studio Nexa assiste i soci nella richiesta di rimborso
Lo Studio Nexa offre un servizio dedicato di verifica della posizione contributiva dei soci di Srl iscritti alle Gestioni Commercianti e Artigiani.
L’attività comprende:
- analisi della documentazione fiscale e societaria;
- quantificazione dei contributi potenzialmente recuperabili;
- predisposizione delle dichiarazioni integrative;
- gestione della pratica di rimborso nei confronti dell’INPS;
- assistenza in eventuali fasi di interlocuzione o contenzioso.
I soci di Srl che negli ultimi anni hanno versato contributi INPS calcolati anche sugli utili rimasti in azienda possono avere diritto a un recupero significativo delle somme versate. Una verifica preventiva consente di valutare con precisione l’effettiva convenienza dell’operazione e le possibilità di successo della richiesta di rimborso.
Per maggiori informazioni o per una valutazione della propria posizione, è possibile contattare lo Studio Nexa, che si occupa direttamente dell’intera procedura di verifica e richiesta di rimborso dei contributi INPS.
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